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| scritto da De Rosso Enrico |
Inevitabilmente a questo argomento si associa la figura del critico d'arte, figura solitamente malvista dagli artisti, che ritengono ogni critica alle loro opere frutto di invidia e incompetenza, tacciando i critici di essere dei personaggi mercenari che lavorano a pagamento, che se alla fine ci pensate bene è la cosa più ovvia del mondo, come è altrettanto ovvio che se io pago un critico questi non può che parlare bene dei miei quadri. Conosco molto bene una pittrice, regolarmente snobbata ai concorsi, e al contrario apprezzatissima dalla gente "normale".Per onestà intellettuale bisogna dire comunque che anche il pubblico più diffidente si lascia influenzare da tanti fattori esterni, anche senza rendersene conto. Ho visto acquistare in aste improvvisate in villaggi turistici, come in località di villeggiatura, dei quadri che in un ambiente "normale" sarebbero rimasti sicuramente invenduti, o quanto meno quotati ad un prezzo dieci volte inferiore.
Devo subito chiarire che per valutazione di un quadro, in questa pagina si intende il valore MATERIALE e commerciale realizzabile dalla vendita dell'opera, e non il suo valore artistico, che appunto per la sua natura immateriale si presta ad infinite ed a volte diametralmente opposte interpretazioni( molto ben spiegate nella poesia che si trova nella pagina delle NEWS).
Questo è il primo fattore che determina il costo di un quadro: il condizionamento psicologico che il compratore subisce inserito in un determinato ambiente, in un particolare stato d'animo, fuori dai normali schemi temporali in cui è normalmente inserito, privo di termini di riferimento e paragoni oggettivi.
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La personalità dell'artista stesso è un altro forte elemento che contribuisce
in maniera determinante a creare valore e diffusione alle sue Opere. ho conosciuto pittori
dotati di una tecnica modesta e con idee creative assenti che sono riusciti(e riescono)a lavorare
con discreto profitto, perchè sono degli ottimi venditori di sè stessi, e coltivano molte amicizie e
relazioni, come è altrettanto vero l'esatto contrario.Ciò che rende forte ed autentico il
messaggio di un artista è il suo percorso di vita, e ciò che riesce a trasmettere ai potenziali acquirenti
dei suoi quadri.
A volte il pubblico viene ingannato perchè acquista dei lavori come ricordo
ad es. di un viaggio, perchè pensa siano fatti da pittori locali, ed invece come vedremo sono il sommo
frutto della globalizzazione, di cui diviene attore e vittima inconsapevole.
A Bologna si tiene ogni anno a febbraio l'unica e più importante fiera in Italia (e forse d'europa)
del settore cornici e dipinti commerciali; ebbene in tavoli lunghi 20 metri sono accatastate decine di
migliaia di tele, ovviamente senza telaio, con dipinti da mano d'opera asiatica e vendute a pochi euro,
soggetti che poi troverete a Montmartre, Santorini, Lisbona, Madrid, Praga, Santo Domingo, Filippine, e
vi avanti così all'infinito. L'ignaro turista compra una tela di modestissima e primitiva fattura immaginando
il contrario di come stanno le cose, se al momento dell'acquisto gli venisse detto realmente che quella tela
è stata fatta in serie in tutt'altra parte del mondo, non la prenderebbe mai.
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Come sempre la verità corre sul web, se ci pensate bene potete con pochi
clik bypassare tutti i problemi sopra esposti, poter decidere con calma
senza farsi fuorviare da strane situazioni contingenti, conoscere e
dialogare con l'artista prescelto, ed acquistare dei veri dipinti.
Il capitolo quadri d'autore è ancora più difficile e complesso,
intrecciato da una ragnatela di interessi incrociati di innumerevoli
persone e fondazioni, che spesso autenticano ciò che è falso
(ricordate le teste di modigliani?) e spesso riconoscono come falso
ciò che è vero, se a loro non viene in tasca niente. Anche qui ovviamente ci
sono persone serie, ma anche questo settore non è esente da macchie oscure,
basta sentire qualche telegiornale.
Dovete sapere che tutte le attestazioni di originalità
degli esperti iniziano con la frase "a mio parere", quindi sin dalla
premessa capite subito come ogni giudizio possa essere ribaltato, fino ad
arrivare ad autori viventi, che in mancanza di un ritorno economico disconoscono i loro quadri.
L'apoteosi si raggiunge nei concorsi di pittura, che si gioca sulla pelle di tanti
giovani artisti, che partecipano(e a volte pagano) ad una manifestazione dall'esito scontato.
Vi racconto un fatto personale dove potrei fare nomi e cognomi e indirizzi; mia figlia
partecipava ad un evento con un centinaio di artisti e così andando per vedere le opere
esposte mi accorsi che la giuria aveva premiato un quadro copiato fin nei minimi dettagli
da il più noto catalogo di poster Italiano (cosa oltretutto illegale). Ai continui dinieghi
dell'artista visto che ormai ne andava della mia credibilità, mi presentai con il catalogo in
mano per chiedere se ad un concorso di pittura si potevano esporre quadri fotocopiati,
spacciandoli per originali! Tutti i premi furono assegnati tra gli organizzatori della mostra,
che fungevano anche da giudici! (il primo al direttore artistico dell'associazione che aveva organizzato l'evento!)
Queste belle persone anno dopo anno continuano imperterriti a premiarsi tra di
loro e a scambiarsi favori.Il quadro di mia figlia, una splendida laguna, fu
poi l'unico acquistato personalmente dal presidente del grande ente che aveva
ospitato la manifestazione.In seguito vennero in negozio altre quattro persone che
volevano lo stesso quadro. Se avessimo fatto votare i visitatori disinteressati le cose sarebbero
andate in tutt'altro modo. Tutti noi in realtà più o meno inconsciamente, ci ispiriamo a cose già viste
perché come disse tempo fa una grande illustratrice di libri per ragazzi, la creazione è divina,
e noi comuni mortali, dobbiamo giocoforza trovare spunti dal mondo che ci circonda.L'importante è però
poi elaborarle con un taglio personale, cercando di introdurre nel dipinto un pò della nostra personalità e fantasia.
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Un altro grande problema si pone quando per un motivo o per un'altro decidiamo di provare a vendere un nostro quadro. Eccezioni a parte, ma qui entriamo nel campo del collezionismo che non ci interessa, solitamente vale la regola che meno un quadro è stato pagato e più facile è venderlo, o per dire in maniera meno dura, che ci sono più margini di rivalutazione, come tutti i beni commerciali del nostro pianeta, e ricordiamoci che quando vendiamo un quadro questo è purtroppo l'unica cosa che conta( e questo a qualsiasi livello).
I galleristi difficilmente riacquistano quadri da privati, d'altro canto darlo in conto vendita non serve, meglio i mercatini dell'usato, a volte si fanno affari insperati da entrambe le parti. Ma come ho detto tante volte nel mio sito, per dire di stare attenti da acquistare in situazioni emozionali particolari, la verità corre sul Web, ed in questo caso si chiama eBay, anche se poi vedremo che ormai anche qui le cose non sono più tanto vere. Mettete il vostro dipinto all'asta, fissando un valore minimo, (se fosse bello vi assicuro che non serve) e aspettate con pazienza. Dal Web potrete almeno provare ad avere la reale quotazione economica del vostro quadro, dove il prezzo viene fatto direttamente dall'incontro tra cliente e venditore. Ho fatto più volte questa prova con vari soggetti di stili diversi, e sono spesso riuscito ad avvicinarmi alla quotazione che avevo previsto! Purtroppo le cose stanno peggiorando in maniera veloce, recentemente infatti ho notato e toccato con mano che anche qui ci sono molti inserzionisti che spacciano i sopracitati quadri cinesi acquistati a 10 euro per dipinti di autori più o meno noti, magari di 70/80 anni fa!! Sono vere e proprie piccole truffe, anche se poi magari il venditore vi dichiara di avere trovato gli oggetti in un mercatino, quindi con l'impossibilità di avere dei riscontri obbiettivi in caso di controlli o denunce alle autorità competenti, visto la impossibilità di risalire al primigenio venditore. Per onestà devo dire che i quadri che i clienti vogliono vendere, solitamente sono abbastanza mediocri, solo che purtroppo lo sono anche per gli altri, e non sperate nella legge che dice che ciò che è brutto per noi è bello per un altro, perchè in questo campo difficilmente vale. Se un dipinto ha una sua forza ho notato che normalmente i suoi possessori con il tempo lo rivalutano sempre più, e difficilmente se ne privano. Le tele orientali si riconoscono facilmente da infiniti dettagli, sia tecnici che artistici. Il più grossolano ed evidente è la mancanza di imprimitura europea che accomuna in maniera inconfondibile tutte queste tele di origine asiatica, dettaglio che da solo basta per capire la provenienza in maniera inequivocabile e sicura. Le tele stesse sono di un materiale molto diverso dal nostro. I colori sono opachi, gommosi e scadenti, ben diversi dai nostri pregiatissimi ( e costosi) colori ad olio, a volte per ovviare a questo problema vengono verniciati, rendendo ancora più falso il risultato finale. Lo stile di pittura è grossolano, senza qualsiasi velatura, i tratti sono sempre tondeggianti, i colori sono primari e stesi senza sfumature di sorta, le nuvole sono segni tondeggianti, le montagne ricordano il monte fujiama, e via di questo passo all'infinito...Le tele che magari dovrebbere essere di un pittore di 50 anni fa, vi arrivano senza avere i segni del montaggio su di un telaio!!!
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Comunque, dopo avere letto tutte queste premesse, ed esservi fatta una idea di quanto in realtà sia complicato dare valutazioni di dipinti, cercherò di spiegarvi più o meno come funziona questo settore.
Secondo la normativa vigente in Italia non esiste una figura istituzionale deputata a tale attività, ma solo un richiamo generico ad "esperti del settore".
Se poi affrontiamo la materia dal lato fiscale, dovrebbero essere soggetti professionisti e non prestatori d'opera occasionale, iscritti alla camera di commercio, con inserito nella descrizione della loro attività necessariamente collegata al mondo dell'arte, la possibilità di dare valutazioni artistiche, e quindi la possibilità di emettere regolari fatture quietanzate, il solo documento fiscalmente valido ( e obbligatorio) che in realtà non emette quasi nessuno, perchè non ne ha i titoli per poterlo fare! (basta una semplice visura camerale per togliersi ogni dubbio). Bisogna chiarire che il valore artistico di un dipinto NON è il valore commerciale, e se non si è inseriti in un circuito commerciale, difficilmente si riescono a dare valutazioni obbiettive.
Ci sono scuole di pittura dove gli insegnanti bravi in arte ma a digiuno di economia, danno ai quadri dei loro allievi, e non solo, valutazioni fuori da ogni logica commerciale, perchè vendere un quadro (purtroppo), è enormemente più difficile che realizzarlo! Un quadro deve potere essere rivenduto ad un prezzo ragionevole anche il passaggio successivo e molto più difficile, dove il venditore non è più l'artista che ha fatto il quadro, ma un privato qualsiasi.
Infine ricordatevi che una cosa è il valore teorico del dipinto, ed un'altra cosa è quanto in realtà si può realizzare da una vendita per contanti, che può essere anche dieci volte inferiore! In queste cose la fretta è la peggiore nemica, se si è certi di avere un quadro di valore, bisogna agire con molta cautela e pazienza per riuscire a trovare i canali giusti per la sua vendita.Quando i tribunali si trovano a dover valutare opere provenienti da fallimenti, solitamente si appoggiano a studi associati, figure fiscalmente concrete e ben definite, che svolgono indagini di mercato per capire il reale valore dell'opera. Se poi devono interpellare le fondazioni bisogna solo per avere una risposta pagare da mille a duemila euro, anche se negativa! Capite bene che dare un valore effettivo di un dipinto è un'operazione molto costosa, perchè non basta un semplice parere per formare una valutazione oggettiva, ma bisogna necessariamente interpellare molti soggetti per capire chi e a quanto sarebbe effettivamente disposto a comperare il dipinto in questione.
State molto attenti a darlo in conto visione a persone che non conoscete molto bene e personalmente, perchè si può andare incontro a bruttissime sorprese, con una possibilità vicina allo zero di riuscire a vendere la vostra Opera.
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Per tutti gli amici che mi chiedono valutazioni:
1) per potere giudicare l'autenticità di un dipinto è indispensabile vederlo dal vivo.
2) Di conseguenza non chiedetemi valutazioni di dipinti per foto, perchè non sono in grado di farle, anche perchè ciò esula dalle finalità di questo sito!
3) in ogni caso come potete facilmente intuire per avere una corretta e seria valutazione reale di un dipinto, bisogna esaminarlo dal vivo e con molta calma.
4) Nelle Città d'Arte (es. Praga) si vendono ormai quasi esclusivamente pseudo dipinti su carta con tanto di firma dell'artista, che altro non sono che stampe ink-jet ad altissima risoluzione, che ingannano anche i più esperti. Si riesce cosi a vendere a 10/20/30 euro una stampetta di pochi centimetri fatta in migliaia di esemplari e dal valore pressochè nullo.
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Quadri Ottocento
Per tutti gli amici che mi chiedono valutazioni di quadri dell'ottocento, di autori generici o ignoti, certo non belli e famosi come il dipinto qui a fianco... i dipinti che ispirano sentimenti sono sempre attuali, ma chissà perchè chi li possiede non li vende mai...Un dipinto originale di Gaetano Esposito può valere ed essere facilmente vendibile anche a 40.000 euro.
Se sono di ottima fattura, escluso la cornice, valgono circa 1.000/1.200 euro.
Questi sono i soldi che di solito vengono pagati nelle aste dei tribunali, ciò
non toglie che un abile antiquario possa piazzarlo anche a cifre 10 volte superiori, per non parlare di qualche televendita...Il problema comincia se siete voi che andate ad offrirlo a questi signori senza volere nulla in cambio se non i vostri soldi...provare per credere. La domanda di questo tipo di dipinti di maniera (peggio ancora se sono copie di altri quadri) è molto scarsa, negli ambienti moderni gli architetti preferiscono tutt'altro, nelle ville antiche ce ne sono già da vendere...Per farvi un'idea vi dirò che nella stessa asta c'era un dipinto di Schifano che è stato venduto a 50.000 euro!Quadri di ottima fattura del 600, (sempre di ignoti) e qui i numeri di dipinti circolanti sono veramente esigui, si vendono a circa 5.000/8.000 euro.
Prendete sempre con cautela le cifre sbandierate dalle case d'asta private, perchè spesso sono cifre che restano teoriche, oppure sono il frutto di scambi fra addetti del settore.
In rete ci sono siti d'arte che danno expertise(valutazioni di autenticità)
basandosi su l'invio di una foto!?! Penso che sia pura follia pretendere di
capire se un dipinto è originale o contraffatto guardando una foto, quando in realtà bisogna magari perdere ore dal vivo per cercare di capire se la mano che lo ha dipinto è quella originale, esaminare lo stato dei colori usati, la qualità della tela o del pannello, valutare l'assieme dell'opera ed i segni lasciati dal tempo.
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Un Pittore molto conosciuto dai collezionisti ed antiquari è Luigi Bechi.
La bolla di sapone fu dipinto nel 1886, quando già le sue opere gli consentivano una vita abbastanza agiata. Un suo dipinto può valere anche centomila euro, e difficilmente resta invenduto. Metto in rete queste immagini per far capire che nei dipinti dell'ottocento il loro valore commerciale è quasi sempre proporzionale alla loro bellezza ed ai sentimenti che evocano, perchè tutte le correnti pittoriche del tempo dai macchiaioli agli impressionisti avevano come comune denominatore la forza dei colori abbinata ai sentimenti, dal romanticismo di maniera di Bouguereau fino al realismo di Fattori (forse il nostro pittore più noto del secolo scorso). Anche se i dipinti raffigurano soggetti e situazioni abissalmente diversi, alla fine sulla tela ci sono sempre sentimenti a profusione e mille chiavi di lettura. Dipinti totalmente diversi dicevo che però sono accomunati da quotazioni molto simili(e molto alte!). Se alla fine nel vostro dipinto riconoscete queste caratteristiche, allora siamo già su una buona strada...
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Emilio Longoni, noto pittore divisionista
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